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Scuola, 2 milioni e 200mila euro dalla Città metropolitana per gli arredi degli istituti del territorio

palestra morin
Notizie dalla Città metropolitana

2milioni e duecento mila euro e una media di 50mila euro per singolo istituto. Questo l’ammontare della spesa che la Città metropolitana ha investito in questi ultimi mesi per l’acquisto e la fornitura di arredi e materiale scolastico per migliorare il livello di istruzione delle scuole superiori di secondo grado del territorio.


 

Cattedre, sedie, aule, stanze cosiddette “morbide” per gli allievi con disabilità gravi, Città metropolitana, in accordo con i dirigenti scolastici e le esigenze dei singoli istituti ha cercato di migliorare la qualità degli arredi scolastici per quanto di sua competenza.

Un lavoro che non finisce con i primi mesi del 2026 ma che continuerà anche nelle prossime settimane e che prevede lo sviluppo di un progetto legato alla comunicazione.

 

“I nostri ragazzi, che sono i nostri figli, nipoti, hanno la necessità di studiare in ambienti scolastici all’altezza dei tempi e con il confort adeguato anche a alle varie tipologie di indirizzo  - spiega il sindaco metropolitano Luigi Brugnaro reduce da un sopralluogo agli istituti Gramsci-Luzzatti e Morin del quartiere Gazzera a Mestre dove sono stati realizzati e sono inprogramma interventi strutturali e la costruzione di una nuova palestra – Voglio ringraziare tutti i dirigenti scolastici e i docenti per la collaborazione che prestano ai nostri tecnici, suggerendo come e dove intervenire. Il tutto sempre a beneficio degli studenti che sono i nostri primi beneficiari da soddisfare. In questi 11 anni di amministrazione della Città metropolitana abbiamo investito complessivamente 120 milioni di euro per l’edilizia scolastica, indistintamente dai territori e dalle tipologie di istituto: abbiamo realizzato una nuova scuola a San Donà, tre nuove palestre a Mestre, San Donà e Dolo, ne abbiamo riaperto all’utilizzo un’altra a Chioggia, altre due sono in progetto per Portogruaro e Venezia. Entro il 2026 arriveremo a coprire l’80% degli edifici con il Cpi, ovvero il Certificato Prevenzione Incendi che garantisce la massima sicurezza per chi ogni giorno frequenta aule e plessi scolastici”.

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